BIO

bio-personale

Ilaria Meli, classe ’84, nasce e vive a Roma e si Laurea all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2008.

Lavora in qualità di decoratrice, illustratice e tatuatrice. Si immerge a pieno in questi tre mondi per poi riemergere con un bagaglio tecnico e culturale fatto di iconografie simboliche, immagini oniriche e frammenti di antiche storie che riecheggiano nei nostri abissi più profondi, e che rievocano i ricordi dell’infanzia del Mondo.

L’ apparente e continuo mutare dell’armonia e disarmonia tra uomo e Natura e l’ossessione dalla continua ricerca per la stabilità dell’empatia con tutti gli essere viventi, la portano verso un cammino creativo e spirituale che si articola in tre fasi: il semplificare, eliminando tutto ciò che ci distrae dal lungo viaggio in noi stessi, lo scavare, per ritrovare nell’Anima le radici del Mondo, il rievocare, per ricostruire l’armonia perduta.

Autodefinisce le sue opere come una sorta di kintsugi, la pratica giapponese che consiste nell’utilizzo dell’oro per la riparazione di manufatti in ceramica, valorizzandone la frammentazione e la ricomposizione allo stesso tempo, ricordandone sì la fragilità ma  anche la solidità di un errore consapevolmente rivisto e corretto.

Così convivono nelle sue opere, contraddizioni e armonie tra la nobiltà di una natura animale e ciò che di più bestiale nasconde “l’umano”.

Ilaria, in ogni quadro, ci ricorda che dalle ferite può nascere la perfezione interiore, un nuovo bello, un realismo magico postmoderno in cui elementi apparentemente incongrui del reale si fondono in inaspettate e inquietanti epifanie.

Ilaria Meli was born in 1984 in Rome, where she graduated from the Academy of Fine Arts in 2008.

She is active as decorator, illustrator and tattoo artist. By plunging into these three worlds, she has developed a cultural and technical background made of symbolic iconographies, dreamlike imagery and fragments of antique narratives which resonate with our deepest subconscious, and recall memories from the world’s infancy.

Inspired by the everlasting tension between harmony and disharmony of Man and Nature, and by the obsession of an eternal search for empathy towards all living creatures, her spiritual and creative path sees three main steps:

Simplifying, to free oneself from everything which is distracting during the long inner journey;

Digging, to rediscover the roots of the world in one’s soul;

Evoking, to rebuild the lost harmony.

She defines her art as a form of kintsugi, the Japanese tradition of using gold to repair broken pottery. This practice gives value to fragmentation and re-composition at the same time, and exalts both the fragility and the strength of a consciously amended error. As such, in her works we witness the coexistence of contradictions and harmonies between the nobility of the animal nature and the bestiality of human being.

In every work, Ilaria reminds us how wounds can lead to inner perfection, to a new aesthetic based on post-modern magical realism, in which apparently conflicting elements of reality are intertwined in unexpected and unsettling epiphanies.